I disturbi venosi cronici

15 milioni di Italiani sono affetti da "insufficienza venosa cronica". Questa malattia venosa è dovuta alla mancanza di tonicità delle vene, che non garantiscono più correttamente il ritorno del sangue venoso dai piedi al cuore, ed è responsabile della spiacevole sensazione di  gambe pesanti che può essere accompagnata da edema e, in fase più avanzata, da  varici e da problemi cutanei. L'uso di calze di compressione è il trattamento di base di questo disturbo.

Quando il sangue circola nel corpo, viene distribuito attraverso le arterie, grazie alla spinta del cuore. Poi torna dalle estremità al cuore attraverso le vene. Una volta arrivato ai piedi, il sangue deve poter tornare verso l’alto  vincendo la forza di gravità: è qui che interviene la "pompa venosa". Questo sistema viene attivato grazie alla respirazione, alla pressione sulla pianta dei piedi, alla contrazione dei polpacci e grazie all'aiuto di valvole all'interno delle vene, che impediscono al sangue di rifluire in senso inverso.

Dalle gambe pesanti alle ulcere, una patologia che si aggrava

Nella malattia venosa, questo sistema non è più abbastanza efficace poiché le valvole venose hanno perso la loro tonicità. Il sangue ristagna a livello delle gambe, dando una sensazione di "gambe pesanti" accompagnata da formicolio, gonfiore dei piedi alla fine della giornata e affaticamento. Vi si aggiungono altre caratteristiche, in funzione dell'evoluzione della malattia secondo la classificazione CEAP: 
 

  • CO: sensazione di "gambe pesanti"
  • C1- C2: piccole vene rosse apparenti (teleangectasia) / varici
  • C3: edema (gonfiore)
  • C4: pigmentazione della pelle, eczema / ispessimento della pelle, macchie bianche 
  • C5 - C6: ulcere venose guarite / aperte.

Questo disturbo cronico molto frequente colpisce soprattutto le donne. È favorito da caratteri ereditari, dalla sedentarietà, dall'obesità, dalla gravidanza, ma anche dall'uso di indumenti stretti che intralciano la circolazione del sangue negli arti.

Quali soluzioni?

La compressione venosa mediante bende o calze di compressione è il trattamento di base delle malattie venose croniche a partire dalla fase C2. Riduce l'edema, il volume delle vene e il riflusso, accelera il flusso venoso e migliora la microcircolazione. Contribuisce inoltre alla prevenzione delle ulcere. Sin dalle prime fasi si consiglia inoltre di sollevare le gambe il più spesso possibile, di camminare regolarmente, di mantenere un peso regolare, di evitare il riscaldamento a pavimento e l'esposizione prolungata al sole. Le varici possono essere curate, se necessario, con un intervento chirurgico.

Fonti:
Blanchemaison P, Myon E, Martin N, Malezieux X, Taieb C : Maladie veineuse en France : approche épidémiologique. Décision Thérapeutique 2004 ; 17 : 29-34. HAS – Bon usage des technologies de santé : La compression médicale dans les affections veineuses chroniques, 2011 Collège des Enseignants de Médecine vasculaire et Chirurgie vasculaire Item 136 : Insuffisance veineuse chronique. Varices, 2010-2011 Chauveau M, Cros F, Gelade P : Impact de la taille d’un bas de compression dégressive sur son efficacité hémodynamique et sa tolérance : apport de la modélisation. Journal des Maladies Vasculaires, Vol. 39, n° 5, October 2014, p. 335-336
Vedere anche

Gambe pesanti

Sintomo iniziale della malattia venosa cronica, la sensazione di pesantezza alle gambe può diminuire grazie ad un corretto stile di vita ed all’attività fisica e a pratiche quotidiane come tenere le gambe sollevate spesso.
PER SAPERNE DI PIÙ

Le varici

Si stima che una quota tra il 10 ed il 33% della popolazione Italiana sia affetta da varici, ossia da vene sottocutanee nelle gambe che si dilatano ed assumono un aspetto tortuoso. La compressione e la chirurgia possono evitare le complicanze relative alla malattia venosa.
PER SAPERNE DI PIÙ